Paolo Gili, nato a Torino nel 1985, si laurea con profitto in Conservazione e Restauro di Beni Culturali presso il CCR “La Venaria Reale”, specializzandosi nel recupero di manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti. Inizia a collaborare a prestigiosi interventi dal 2004 presso il Laboratorio Giovine e De Vero entro cui, dal 2009, è responsabile del laboratorio fotografico di diagnostica multispettrale, che allestisce. In seguito ad alcuni tirocini (Galleria Franchetti,Venezia; Istituto Opificio delle Pietre Dure, Firenze e Museo Nazionale d’Arte Moderna, Roma) interviene su capolavori di grandi maestri dell’arte contemporanea e moderna tra i quali Balla, Hartung, Licini, Modigliani, Morandi e Van Gogh. In seguito si perfeziona misurandosi sul corpus di Pinot Gallizio, opere di Ruggeri, Davico, Carol Rama, Gastini, De Chirico, Appel Karel, Parmeggiani, Casorati. Partecipa con interventi inediti ad importanti convegni nazionali e internazionali (Torino, Ferrara, Lisbona, Roma). Oggi prosegue l’attività di diagnostica e documentazione con tecniche di fotografia computazionale e multiscatto.

 

Francesco Brigadeci, nato a Torino nel 1976, si laurea con profitto in Conservazione e Restauro di Beni Culturali all’Università di Torino, con sede presso il CCR “La Venaria Reale”, dove, dal 2012 collabora tanto nella docenza quanto negli interventi più prestigiosi. Specializzatosi in Storia e tecniche di esecuzione dei materiali lapidei e delle superfici decorate dell’architettura, partecipa con interventi inediti ad importanti convegni nazionali (Torino, Firenze e Ferrara) e interviene, già dal 1997, a numerosi recuperi di pregiate pitture murali ed opere lapidee, fra cui, di recente, quelle della controfacciata della Chiesa di S. Giovanni a Saluzzo e al monumento lapideo a Pio IX nella chiesa di S. Giovanni Evangelista a Torino.

 

 

Valentina Lombardo, nata a Torino nel 1981, si laurea con profitto in Architettura (indirizzo Restauro e Valorizzazione) presso il Politecnico di Torino, dove consegue il Dottorato in Beni Culturali con una ricerca di Storia dell’Architettura (ICAR 18) dal titolo “La Regola di Vignola tra Cinquecento e Ottocento. Casi esemplari per la sua destinazione: da trattato a manuale”. Presso il Comune di Moncalieri prima e la Direzione Regionale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte poi segue tirocini curricolari atti alla catalogazione, inventariazione e schedatura. Dal 2011 si occupa della valorizzazione turistica e culturale attraverso la progettazione di eventi e visite guidate: Alba (mostra Destinazione Italia 150 e contenuti multimediali per gli itinerari attraverso borghi e castelli delle Langhe e del Roero), Castello di Racconigi (ideazione dei percorsi, interni e nei parchi) e Castello del Valentino. Attualmente è borsista presso l’Università della Val d’Aosta nell’ambito del programma di ricerca sull’industria estrattiva della Valle di Gressoney.

 

Lucio de Vero, nato a Napoli nel 1957, si forma presso l’Istituto d’Arte di Napoli e in “Restauro Dipinti” presso l’Istituto Restauro e Arte “Palazzo Spinelli” a Firenze. Dal 1984, insieme al restauratore Enzo Giovine, è titolare del Laboratorio di Restauro, Lucio de Vero, con sede a Torino, in Via Gioberti 8. Nella sua trentennale esperienza interviene in prestigiosi recuperi per la Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropoligi del Piemonte, quali, più recentemente, Reano (S. Giorgio Martire, pale tardo-cinquecentesche), Bardonecchia (S. Ippolito, arredi e decori lignei policromi), Torino (chiesa dello Spirito Santo, tele di Franceschini e Milocco), per la Cassa di Risparmio di Alessandria (dipinti del Moncalvo, Lanino, Defendente Ferrari, Mazone, Guala, Grippa, Carrà), per la Fondazione Guelpa (opere presso il Museo Garda di Ivrea), e in Collezioni private piemontesi e lombarde (Caracciolo, Caravaggio, Cignaroli, Modigliani, Moncalvo, Porpora, Preti, Procaccini, Reni, Ribera, Strozzi, Tanzio da Varallo, Tintoretto).

Romina Origlia, nata a Chieri nel 1987, si laurea con profitto in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo “Ignazio Perucca e la sua bottega: una traccia per uno scultore in legno nel Piemonte del Settecento”. Partecipa al convegno internazionale “Scultura in legno policroma d’età barocca” tenutosi a Genova dal 3 al 5 dicembre 2015. Si avvicina al restauro collaborando con il professore Giuseppe Dardanello alla ricerca storico-artistica nei cantieri della Confraternita di San Rocco e della Cappella dei Mercanti a Torino. Attualmente è iscritta alla Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Firenze.

 

Collaboratori

Valerio Capra, nato a Torino nel 1979, inizia il suo percorso di formazione al Liceo Artistico Vittorio Veneto, prosegue gli studi presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino diplomandosi nel corso quadriennale di Pittura prima ed in seguito in quello del biennio specialistico indirizzo “Arti visive e discipline per lo spettacolo”. Si avvicina al restauro lavorando per collezioni private già durante il periodo accademico. Nel 2006 comincia la sua collaborazione con il Laboratorio di restauro del Libro nell’Abbazia di Novalesa. Nel 2009 si diploma nel campo del restauro di materiale d’archivio e di biblioteca presso le Scuole Tecniche San Carlo. Lavorando costantemente su materiale membranaceo e cartaceo prosegue la sua formazione seguendo un tirocinio presso il Gabinetto scientifico letterario di Veusseaux a Firenze e ampliando la sua formazione nel restauro dei sigilli e della fotografia.

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